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9 / FEBBRAIO / 2010

Leggo
Pubblicato da Leggo | Categoria RASSEGNA STAMPA

Arbitri contro, il Napoli reagisce

Dopo gli errori di Damato a Udine, De Laurentiis pronto ad andare da Abete.
C’è l’inferno nel Napoli, il Club si sente perseguitato, la società di Castelvolturno ritiene di trovarsi nel mirino, dopo i danni procurati alla squadra del cuore dalle direzioni di gara di Orsato, di Morganti e infine dalla conduzione di Damato. Si ribella il Napoli, si ribella Napoli. La tifoseria è in fermento, amareggiata e sui carboni ardenti alla stessa maniera e nella stessa misura del patron che è saltato in piedi domenica pomeriggio quando l’arbitro Damato ha espulso Maggio. Ma non è stato quello l’unico episodio a far montare la rabbia nel patron. Per un momento a De Laurentiis era passato per la mente un pensiero incredibile, spaccare tutto denunciando le malefatte a cui sono sottoposti il club e la tifoseria azzurra e girare le spalle. Ha invece prevalso il buon senso, dopo aver esploso ai quattro venti tutto il risentimento che aveva in corpo per le ingiustizie subite dal Napoli: «Ora basta!».
Non lo dice apertamente, ma lo pensa: la sudditanza psicologica a favore di qualche altro grande club in crisi, determina un atteggiamento consequenziale da parte di alcuni direttori di gara che indirettamente subiscono un condizionamento tale da danneggiare la squadra azzurra. Possibile? Il patron aveva già sollevato un polverone dopo il match con il Genoa al San Paolo con le sue osservazioni dai contenuti piuttosto forti, osservazioni passate inosservate nelle stanze dei bottoni ma che assumono un sapore e un senso particolarissimi, dopo quanto ha sostenuto Walter Mazzarri nel dopo-partita di Udine: «Abbiamo dominato, ma era destino. Era scritto nelle… stelle che dovevamo perdere…».
Il mister non ha voluto chiarire, non ha voluto approfondire né spiegare il suo punto di vista. Sembra di capire però che il tecnico del Napoli ne sappia molto di più e che dai contenuti del suo intervento la tesi di un complotto non è poi tanto da sottovalutare: d’altra parte la torta dei diritti tv da dividere tra le prime sei, costituisce un argomento troppo ghiotto. E’ stato proprio Mazzarri a denunciare che al Napoli mancano sei punti in classifica a causa delle “sviste” delle giacche nere. De Laurentiis intanto ha scelto un’altra strategia. Adesso vuole muoversi diversamente, andando in profondità e puntando i piedi, ma senza sconquassi in pubblico. Andrà da Abete. D’altronde i suoi investimenti - che potrebbero essere vanificati dagli orrori arbitrali - lo inducono a non perdere altro tempo. Vediamo se funziona

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